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MOTO MORINI EXCALIBUR E NEW YORK

 

 MORINI EXCALIBUR 

 La morini nel corso degli anni 80 presentò due modelli custom: L'Excalibur e la New York 
 

EXCALIBUR

nell'86 viene presentata la prima custom di casa Morini: il modello Excalibur: una moto con una linea molto particolare caratterizzata dalla forcella un po lunga, il manubrio a corna di bue la sella a 2 piani, il serbatoio che si alza verso l'alto e le ruote in lega. è stata prodotta nelle versioni 350 e 501

 

NEW YORK 

dopo il successo dell'Excalibur nell'89 viene presentato un nuovo modello: La New York, stesso motore e telaio della gloriosa Excalibur. le modifiche estetiche più evidenti riguardano il manubrio, le ruote ora a raggi, la mancanza dei 2 portaoggetti laterali, sella diversa, mancanza del sissy bar, il serbatoio bicolore ma non ebbe lo stesso successo della precedente e nel 93 la morini smesse di produrle.la linea generale è molto meno estrema della prima custom


note tecniche

Motore bicilindrico a V di 72° cilindrate di 344 e 507 cc

distribuzione a cinghia dentata(sostituzione ogni 20.000 Km o ogni 2 anni)

avviamento a pedale( versioni fino al 90) ed elettrico ( tutta la produzione)

Curiosità

IL MOTORE: L'architettura scelta è quella del bicilindrico a "V" longitudinale con un angolo tra i due cilindri di 72°, un ottimo compromesso tra la soluzione più equilibrata a V di 90° e quella a V decisamente stretto, più favorevole in termini di ingombro. La distribuzione ad aste e bilancieri ottimamente si sposa con le valvole parallele, e nei primi anni settanta, assai prima dell'affermazione definitiva delle distribuzioni a 4 valvole per cilindro, è una soluzione che permette ancora di ricavare potenze specifiche sufficienti per i motori di serie. A conferma di ciò basti ricordare che con poco più di 100 CV/litro la 350 Morini si rivelò la moto più veloce della sua categoria, rimanendo tale per svariati anni. Questo bicilindrico vantava valide soluzioni, al tempo stesso all'avanguardia ed inusuali per l'epoca, come la cinghia per il comando della distribuzione (primo motore motociclistico al mondo ad impiegare questa soluzione) e la frizione multidisco a secco, prerogativa allora delle moto da competizione.

La distribuzione: a cinghia dentata ma avendo le valvole parallere e la camera di combustione ricavata nel cielo dei pistoni in caso di sua rottura le valvole non toccano i pistoni(esperienza personale)